3 marzo 1875:
“ L’amour est enfant de bohême”

George Bizet
Prosper Merimee e Carmen
Carmen è un racconto breve del celebre storico e archeologo francese Prosper Merimée (1803-1870).
Scritto nel 1847, è ambientato a Siviglia nel 1820. Carmen, una bohémienne, dà inizio a una lite nella fabbrica di sigari in cui lavora. Viene fermata e rinchiusa in prigione, dove seduce il sergente Don José, che si innamora di lei, la aiuta a fuggire e scappa con lei in montagna, dove vive con un gruppo di contrabbandieri.
La bella, seducente e volubile Carmen, però, perde presto interesse per Don José e lo lascia. Incapace di accettare la realtà, Don José la pugnala in un atto di follia.

L’adattamento operistico
Colpito dalla storia di Carmen, George Bizet ha un solo pensiero: trasformarla in un’opera. Tuttavia, il suo contratto con l’Opéra-Comique di Parigi gli consente soltanto di mettere in scena commedie leggere, destinate a divertire il pubblico borghese che vi si reca per rilassarsi nel pomeriggio.
George Bizet va avanti comunque e inizia a comporre l’opera. Invita i librettisti Henri Meilhac e Ludovic Halévy a lavorare sul racconto di Prosper Mérimée e a rendere la pièce più leggera e accettabile secondo i canoni sociali dell’epoca. Cercano di smorzare il carattere di Carmen, rendendola meno selvaggia, e creano un nuovo personaggio, Micaëla, moglie di Don José e suo perfetto contraltare. Nonostante queste modifiche, l’opera suscita scandalo...
Il pubblico indignato
Alla prima dell’opera, il pubblico inscena una protesta. Il carattere malvagio di Carmen viene giudicato contrario alla morale. Anche la morte di Carmen in scena è considerata inaccettabile dagli spettatori. All’epoca, le morti venivano rappresentate sul palcoscenico, soprattutto nei teatri, ma all’Opéra-Comique era fuori discussione. Dall’inizio alla fine, il pubblico fischia l’opera e resta sconvolto da ciò a cui assiste.
Gli intenditori entusiasti
Bizet, morto tre mesi dopo, il 3 giugno 1875, non vedrà mai il successo della sua opera. Dopo la sua morte, il compositore Ernest Guiraud apporta alcune modifiche, aggiungendo parti recitate che permettono al pubblico di comprendere meglio la storia. Questi cambiamenti contribuiranno al successo dell’opera negli anni successivi.
Gli intenditori colgono subito il potenziale di quest’opera che aveva scandalizzato i borghesi parigini. Čajkovskij sostiene persino che entro dieci anni Carmen sarà l’opera più rappresentata al mondo. Brahms assiste a più di venti rappresentazioni. L’omaggio più sentito arriva però da Friedrich Nietzsche, che afferma che Carmen lo ha reso «più filosofo, un filosofo migliore» e che «Bizet mi rende creativo. La bellezza mi rende sempre più creativo».

Un successo clamoroso, ma ancora scandaloso
Negli anni successivi, le previsioni di Čajkovskij si avverano. Carmen conquista pian piano il pubblico e diventa l’opera più rappresentata al mondo. È stata l’opera più rappresentata nella stagione 2016/2017 e la seconda, dopo La traviata di Verdi, nella stagione 2017/2018.
Tutto questo successo, però, non mette fine alle polemiche. Nel 1982, l’opera suscita scalpore in Cina perché giudicata troppo audace. Nel 2012, una rappresentazione all’Opéra Bastille di Parigi presenta una Carmen bionda, scatenando le proteste del pubblico. Nel 2014, l’opera viene bandita in Australia perché il lavoro di Carmen in una fabbrica di sigari è considerato un sostegno all’industria del tabacco. Nel 2018, nel pieno del movimento #MeToo, una rappresentazione di Carmen modifica l’atto finale: è lei a uccidere Don José, anziché essere uccisa da lui. Anche questo suscita scandalo, poiché i critici accusano il regista di voler trarre profitto dal movimento femminista, sfruttarlo e snaturare la trama originale.

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