
I profumi del viaggio
Mentre preparate le valigie per le vacanze, siamo qui per ricordarvi di non dimenticare i vostri profumi preferiti. Dopotutto, i nostri "formati viaggio" si chiamano così per una ragione.
E per aiutarvi nella scelta, ecco cosa hanno pensato i nostri team per l'estate che ci attende.
1/.1 - Per un viaggio verso il mare.
Se il blu vi chiama non appena la temperatura sale, non cercate oltre. This is not a Blue Bottle 1/.1 è l'amico che fa per voi. L'apertura minerale e aldeidata evoca sia lo scintillio delle stelle che la freschezza della schiuma di mare, mentre il cuore mielato trabocca di una succosa Arancia per prolungare la dolcezza della gioia estiva sulla vostra pelle.

1/.2 - Per una fuga ad alta quota.
Se la folla in spiaggia vi spaventa e preferite il silenzio dei pascoli di montagna, optate per This is not a Blue Bottle 1/.2. Raffreddato da un brivido di aldeidi e riscaldato dai raggi solari di Ylang-Ylang e Vaniglia, il suo bouquet centrale di fiori di campo, Ciclamino, Lillà e Mughetto vi accompagnerà perfettamente nelle vostre passeggiate in campagna, lasciando un'impronta duratura sulla vostra pelle.

1/.6 - Per un viaggio a Capri.
O in Toscana. O ad Amalfi. Su qualsiasi riviera bordata di agrumi. Il brio agreste dello Yuzu e del Petitgrain, la dolcezza avvolgente del Fiore d'Arancio, l'intreccio sensuale e delicato di Loto e Gelsomino – This is not a Blue Bottle 1/.6 è allo stesso tempo jet-set e allegro, rurale e terribilmente urbano. Una scorza di freschezza da applicare sulla pelle non appena fa un po' troppo caldo... e senza moderazione.

I profumi del viaggio
Viaggio.
La parola deriva dal latino, viaticum, che significa "provviste per il viaggio", e quale provvista migliore di quella spirituale del profumo? Il profumo, così come lo conosciamo oggi, è il frutto di molti viaggi, di percorsi e vite intrecciate. L'inserimento di materiali così diversi come il benzoino, il gelsomino, la mirra e l'incenso in una composizione profumata non è affatto naturale. Come dimostrano le più antiche formule di profumeria, come quelle trovate sulle tavolette di Pilo nel II millennio a.C., i profumieri di un tempo estraevano semplicemente la sostanza profumata dalle piante presenti nel loro ambiente immediato. I greci producevano l'Irinon, un profumo fatto con iris, il Rodinon, estratto dalle rose di Faselide, e persino profumi fatti con salvia e piante aromatiche.
Il profumo racconta la storia di popoli esploratori, curiosi, conquistatori, o tutto questo insieme, che incorporarono le piante delle loro terre nei loro elisir, creando così fragranze sempre più elaborate. Lo scontro tra Persiani e Greci fece conoscere a questi ultimi i ricchi balsami importati dal loro oriente: mirra, benzoino, zafferano e incenso. Si pensa che fu proprio per quest'ultimo che Roma decise di estendere il suo impero verso est, imbarcandosi in un viaggio verso l'Arabia Felix, la mitica terra di Saba, da cui proveniva la resina sacra dell'albero dell'incenso. Fu anche nella Baghdad abbaside che gli arabi, orgogliosi delle loro fragranze speziate e legnose, conobbero l'arte dei profumi persiani, molto più floreali; gli stessi Persiani che, sottomessi dai Timuridi, trasmisero loro quest'arte che aveva già fuso culture e generazioni precedenti. Infine, fu l'amalgama tra i Timuridi e gli Indiani nel nuovo Impero Moghul che, nel 1611, portò all'invenzione del primo olio essenziale di rosa, che, sotto l'egida del Raj britannico, attraversò altri confini per stabilirsi nell'Asia ottomana e inondare i mercati europei all'alba del XIX secolo.
Allo stesso tempo, sull'isola di Bourbon, uno schiavo di nome Edmond Albius inventò l'impollinazione manuale della vaniglia, rendendola meno costosa da utilizzare e permettendo alla borghesia europea di assaporarne la dolcezza. La vaniglia era coltivata da quasi un millennio dal popolo Totonaco quando i conquistadores la portarono attraverso l'Oceano Atlantico per colonizzare i palati e i palazzi della nobiltà europea, seducendo tanto Elisabetta I quanto Anna d'Austria, scatenando persino una controversia teologica sul suo utilizzo, ritenuto troppo afrodisiaco per conciliarsi con i costumi molto cattolici dell'Europa del XVI secolo. Nel 1874, Wilhelm Haarmann sintetizzò la vanillina, con grande gioia dei profumieri, che la usarono felicemente nelle loro creazioni, dando vita a uno degli accordi più famosi della profumeria: l'accordo ambrato.
E che dire della noce moscata e dei chiodi di garofano, così tanto apprezzati da spingere gli olandesi a cedere la loro isola di Manhattan agli inglesi in cambio dell'isola di Run (nell'attuale Indonesia), dove venivano coltivati? Spezie senza le quali Femme, Chaldée, Shalimar e Tabac Blond non sarebbero mai stati creati?
E che dire del ginepro balcanico? Del sandalo di Mysore, trapiantato nelle pianure desertiche dell'outback australiano? Dell'arancia amara dell'antica Asia, ora coltivata dall'Egitto al Marocco? Del legno di rosa dell'Amazzonia, delle fave tonka della Guyana e del Venezuela, del Bay Saint Thomas giamaicano, del narciso dell'Aubrac e degli alberi di tulipano americani? Del legno di gaiac delle Indie occidentali, del gelsomino indiano, dell'osmanto cinese o dell'oud vietnamita? E che dire degli yuzu giapponesi, delle boronie australiane e dell'incenso del deserto estratto dagli omaniti, trasportato dai beduini, negoziato dai nabatei, acquistato dai romani e successivamente bruciato dai cristiani, senza i quali Encens Roi non sarebbe mai esistito?
Più che una comoda scorta per innumerevoli viaggi, il profumo ne è piuttosto il risultato. Ogni goccia distilla la storia e l'essenza dell'andare da qualche parte e del ritornare.
Questo mese, mentre vi godete la freschezza della salsedine o la tranquillità delle alte vallate, non esitate a infilare uno dei nostri formati viaggio nel vostro bagaglio e, mentre lo applicate sul polso o sulla nuca, chiudete gli occhi, inspirate e lasciatevi trasportare lontano... molto lontano.

This is not a blue bottle 1/.1
Il nostro viaggio preferito? Quello verso il mondo dei sogni. Con This is not a Blue Bottle 1/.1, fate vostro l'intero mondo blu universale. Orizzonte minerale, stelle ardenti di Arancia e Miele, l'oscura notte cosmica del Patchouli... la nostra fragranza dell'Astrazione non è acclamata per nulla...




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