
Non è "esaurito". È ESAURITO!: Gérald Ghislain sul tradimento dei sensi
Da 25 anni, Gérald Ghislain scrive storie attraverso il profumo, non come prodotti, ma come portali emotivi. Con ogni fragranza, costruisce un dialogo: tra memoria e istinto, tra ciò che pensiamo di sapere e ciò che proviamo realmente.
La collezione This Is Not a Blue Bottle è nata da questa tensione, ispirata dalla provocazione giocosa di Magritte (“Questa non è una pipa”) e dal blu immateriale di Yves Klein: un invito a mettere in discussione ciò che vediamo, ciò che nominiamo e ciò in cui crediamo.
Con SOLD OUT!, Ghislain spinge l'idea ancora oltre. Non nel marketing, ma nel significato. La definisce una rottura netta, una nuova era, un profumo che osa esplorare il tradimento non delle parole… ma dei sensi.
Qui di seguito, racconta perché “odore” non dovrebbe essere una parola tabù nel lusso, perché il profumo non può essere ridotto a piramidi e materie prime, e perché SOLD OUT! non vuole confortare o sedurre, ma farti sentire invincibile.

Gérald, hai appena lanciato la tua ultima opera, SOLD OUT!, nella collezione This Is Not a Blue Bottle. Dove si colloca all’interno di Histoires de Parfums, il tuo marchio da 25 anni?
Sì, 25 anni già! Un quarto di secolo passato a scrivere storie con e attraverso il profumo. Ciò che mi affascina è come l’odore sia legato alla memoria più di ogni altro senso: scatena emozioni istantaneamente. Per me, il profumo è un modo per connettermi profondamente con gli altri. Ogni fragranza che creo è un pezzo di me: a volte un lato della mia personalità, a volte un tributo a qualcuno che ammiro, o persino una domanda che mi ossessiona. Ciò che voglio è condividere quelle emozioni e aprire una porta affinché gli altri possano entrare nel mio mondo — e arricchirlo con il loro. È un dialogo, davvero. La collezione This Is Not a Blue Bottle è nata dopo anni di questo scambio, umano e creativo.
Ricordaci il concetto dietro questa collezione.
La famosa frase di Magritte, “Ceci n’est pas une pipe”, mi ha sempre colpito. Ci invita a mettere in discussione ciò che vediamo, come chiamiamo le cose. Il dipinto di una pipa non è una pipa che puoi fumare: è un’idea. Adoro questo trucco surrealista: giocoso, un po' sfacciato, ma anche stimolante. E poi c’è Yves Klein con il suo blu puro e immateriale. Il profumo è così: un’astrazione, invisibile ma potente, una memoria o una sensazione senza materia. È quello che volevo esplorare: un’idea, un colore, una sensazione che non deve essere definita.
Cosa intendi per “astrazione”?
Il profumo è impossibile da toccare e quasi impossibile da descrivere con precisione. Finiamo per usare metafore, ma sono sempre soggettive. Come si fa davvero a mettere l’odore in parole? Come lo si condivide? Questa domanda è al centro della collezione.
E con SOLD OUT!, che storia racconti oggi?
Con SOLD OUT! volevo una rottura netta. Una nuova era. “Dirompente” potrebbe essere abusato, ma calza a pennello: abbiamo bisogno di nuovi modi di vedere le cose. Se Magritte giocava con il tradimento delle parole, SOLD OUT! osa esplorare il tradimento dei sensi.
Ma “sold out” in inglese significa “esaurito”. Non è solo marketing?
Niente affatto. Innanzitutto, è un occhiolino a Magritte: surreale, ironico, da prendere con un sorriso. Ma sì, parla anche di rarità, di privilegio. Pensa alla Scala di Milano quando uno spettacolo è sold out: solo chi è riuscito a entrare lo vive. Con SOLD OUT! è lo stesso. Non è solo un profumo, è un momento. E per viverlo, devi accettare di essere sorpreso, destabilizzato.
Cosa stai scuotendo esattamente?
Il modo in cui parliamo di profumo. Klein ha inventato il suo blu: perché Histoires de Parfums non potrebbe inventare il suo odore? E sì, uso la parola odore. Nella profumeria di lusso, è quasi un tabù. Parliamo di piramidi olfattive, note di testa, note di fondo… ma onestamente, è questo che la gente prova? Chi di noi sa nominare ogni materia prima elencata su un flacone? Quando qualcuno indossa Chanel N°5, non pensi: “Ecco che arrivano gli agrumi, ora le aldeidi, oh, un fondo di vaniglia”. Ciò che ti colpisce è il genio del profumiere e lo spirito di Gabrielle Chanel nella formula. Che sia un chypre o un orientale non importa. Ciò che conta è il piacere, l’emozione, il modo in cui diventa tuo.
Quindi, se non in termini tradizionali, come descrivi SOLD OUT!?
Non profuma di fiore o di spezia. Profuma di come mi sento quando sono sicuro di me, libero, forte. In una parola: invincibile. SOLD OUT! è un’idea, un’emozione, una sensazione. Mettiamola così: profuma della versione migliore di te stesso. È qualcosa di molto intimo e spero che quell’intimità tocchi qualcosa di universale. Ognuno può renderlo proprio: il suo profumo.
Se dovessi catturarlo dicendo cosa non è…?
Non è ovvio. Non è facile da categorizzare. Non è confortante, non è seducente. Non cerca di compiacere. Non segue alcuna regola. Unisce ingredienti inaspettati in modi audaci e senza compromessi. Non è “solo un altro profumo”. Si distingue.
E se SOLD OUT! avesse un motto?
Prenderei in prestito le parole del rabbino Nachman:
“Non chiedere mai la strada a chi la conosce, perché rischieresti di non perderti.”
Scopri di più su This is not a blue bottle 1/.8: SOLD OUT!




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