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Articolo: 1º dicembre 1600: fondazione della Compagnia britannica delle Indie occidentali

1º dicembre 1600: fondazione della Compagnia britannica delle Indie occidentali

1° dicembre 1600: fondazione della Compagnia britannica delle Indie orientali - Histoires de Parfums

Le origini

I portoghesi, i primi a insediarsi nelle Indie orientali, crearono anche le primissime rotte commerciali dirette in Europa. Il loro dominio durò per tutto il XVIosecolo. Tuttavia, a causa della mancanza di risorse umane e finanziarie, finirono per perdere il monopolio a vantaggio degli olandesi, che intrapresero questa avventura alla fine del XVIosecolo e fondarono nel 1602 la Compagnia Unita delle Indie orientali, la V.O.VC. (Vereenigde Oostindische Compagnie).

Consapevoli degli enormi profitti realizzati dai portoghesi e dagli olandesi, gli inglesi vollero ottenere la loro parte nei commerci con le Indie. Il 31 dicembre 1600 ottennero dalla regina una lettera patente che autorizzava la creazione di una Compagnia delle Indie orientali per un periodo di quindici anni. Questa lettera conferiva alla Compagnia il monopolio commerciale su tutti i territori oltre il Capo di Buona Speranza.

 

L'ascesa e l'apogeo

Gli inglesi ingaggiarono una feroce competizione con gli olandesi per controllare i commerci con le Indie orientali.

In Indonesia, dove gli olandesi erano già insediati, gli inglesi fondarono i loro primi avamposti commerciali, ma dopo qualche anno subirono una disfatta e nel 1619 furono costretti a lasciare l'Indonesia per l'India.

In India, gli inglesi soppiantarono gli olandesi e instaurarono ottimi rapporti con i Mongoli, che allora regnavano sul subcontinente. Un successo dovuto alla competenza e alla natura degli agenti inglesi: a differenza degli olandesi, prima ancora di essere marinai erano soprattutto mercanti di grande esperienza. Ebbero lo stesso successo in Cina, costringendo gli olandesi a concentrarsi soltanto sull'Indonesia e sul Giappone.

La Compagnia britannica disponeva di un proprio esercito. Un esercito vittorioso per tutto il XVIIIosecolo contro le autorità locali, che alla fine avrebbe riunito sotto un'unica amministrazione. Grazie a questo processo, la Compagnia britannica delle Indie orientali impose il proprio monopolio commerciale su vasti territori. Al suo apogeo, dominava gran parte dell'India, Hong Kong, il Bengala, la Birmania e Singapore.

 

La fine della Compagnia

In tutti i territori sotto il suo controllo, la Compagnia doveva amministrare, direttamente o indirettamente, circa 250 milioni di persone: un compito ben al di là delle sue capacità. Altri fattori, come le carestie e le guerre locali, ne compromettevano il funzionamento, fino all'inevitabile dissesto finanziario.

Il monopolio concesso alla Compagnia era inoltre molto contestato in Inghilterra. Le contestazioni furono tali che nel 1813, sotto la pressione di altre compagnie britanniche, re Giorgio IIIpose fine al monopolio commerciale della Compagnia.

Gradualmente, la gestione passò al Parlamento inglese, che infine votò il 2 agosto 1858 lo scioglimento della Compagnia, con effetto dal 1° settembre dello stesso anno. La Compagnia si avviò quindi lentamente alla fine, sancita definitivamente dal decreto ufficiale del 1° gennaio 1874.

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